Scie chimiche, lettera aperta di Gabriele Chiurli: “Il mio impegno? Ecco cosa rispondo ai messaggi di questi giorni”

Gabriele Chiurli 2

Democrazia Diretta sostiene Gabriele Chiurli a candidato alla presidenza della Toscana

In questi giorni di campagna elettorale ho ricevuto numerosi messaggi da parte di persone che mi facevano domande sul mio impegno contro le scie chimiche. Voglio rispondere loro spiegando le motivazioni che mi hanno spinto ad occuparmi della questione.

Da quando sono diventato consigliere diversi cittadini mi raccontano la loro preoccupazione per gli effetti su ambiente e salute delle strane scie che vedono in cielo; anche io da qualche anno vedo scie permanere in cielo per ore per poi espandersi fino a velare il sole.

Mi sono informato in internet e ho cercato di farmi un’idea. Ho scoperto che esiste un accordo tra Italia e Usa, firmato da Bush e Berlusconi nel 2002, in cui si parla di esperimenti e studi sugli effetti di aerosol in atmosfera. Ho letto delle 15 interrogazioni parlamentari sull’argomento, molte delle quali ad oggi senza risposta. Le poche risposte che i vari ministeri hanno fornito, negano l’esistenza di qualsiasi progetto o accordo, affermando che trattasi solo di innocuo vapore acqueo.

Nel marzo 2014 ho presentato una mozione in Consiglio Regionale proprio per cercare di far luce e tentare di dare una risposta ai cittadini. Da quel momento, sono stato attaccato da vari provocatori, ma sono anche entrato in contattato con alcuni attivisti a cui ho dato la possibilità di tenere una giornata informativa sulla geoingegneria in Palazzo Panciatichi (dicembre 2014).

Purtroppo la mozione non è stata votata. Nessuna risposta è stata data, ancora una volta. Mi è stato chiesto se ho tenuto conto della Relazione stilata da Arpat nel marzo 2011. Quella relazione era la risposta a decine di segnalazioni ed esposti che numerosi cittadini hanno inviato per anni a varie istituzioni (NOE, sindaci, Asl, Arpat……). Arpat non ha condotto studi appropriati sul territorio per poter fornire una risposta seria, ma si è limitata a riportare le solite spiegazioni istituzionali, ha fatto un copia-incolla di frasi preconfezionate, ha messo insieme tutta la disinformazione che brulica in internet. Ma non è tutto. Cosa ancora più grave si è presa la libertà di giudicare come creduloni i cittadini che legittimamente chiedono spiegazioni, imbarcandosi in una analisi socio-psicologica a dir poco fuori dalle sue competenze. Infine, ha fornito dati parziali e fuorvianti riportando i dati di temperatura e umidità di Linate per soli 2 mesi invernali (gennaio e febbraio), mesi in cui è più probabile la formazione di scie di condensa. Un approccio un po’ più onesto e soprattutto corretto, avrebbe voluto che fossero forniti i dati di tutto l’arco dell’anno.

Mi è stato chiesto quale sia il mio programma su questo tema. Io non ho risposte. Le risposte le devono dare le istituzioni che hanno il compito di garantire la protezione dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Se sarò rieletto in Consiglio Regionale, di sicuro continuerò ad impegnarmi su questo complesso problema, come del resto farò con tutti gli altri temi importanti del programma di Democrazia Diretta.

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