No al TTIP, Gabriele Chiurli e Democrazia Diretta in piazza contro il “trattato-truffa”

Oggi la manifestazione nelle maggiori città toscane. Chiurli a Firenze, “Forti rischi per l’ambiente, oltre che per i prodotti Doc e Dop: così si erode ancora la sovranità nazionale”

TTIP

“Facciamo sentire la nostra voce contro la firma del trattato di cui nessuno parla”. Con queste parole il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) annuncia la partecipazione alla manifestazione contro il TTIP, in programma oggi a Firenze (inizio del corteo: ore 15 – Ponte Santa Trinita).

“Pochi sanno di cosa si tratta e lo stesso Consiglio regionale della Toscana – sottolinea Chiurli – ha liquidato l’argomento bocciando in tutta fretta una mozione che avevo presentato più di un anno fa. Ma il TTIP rappresenta un forte rischio non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale. L’accordo, che prevede una maxi-liberalizzazione del commercio tra Europa e Stati Uniti, non solo elimina le tutele per i nostri prodotti tipici, ma erode un altro pezzo della nostra sovranità popolare”.

“Un trattato-truffa”, così lo definisce il consigliere, “con il quale gli Usa esporterebbero in Europa anche la propria cultura in materia di azione legale”. “Facciamo un esempio pratico: se un’azienda si considerasse penalizzata da una norma statale – spiega Chiurli – potrebbe portare il Governo nazionale davanti a una corte internazionale e  magari chiedere risarcimenti miliardari. Alcuni casi del genere hanno già fatto scuola: basti pensare alla Phillip Morris che ha fatto causa allo Stato dell’Uruguay e all’Australia per alcune leggi anti-fumo”.

“Pensiamo poi a cosa significherebbe la liberalizzazione del mercato degli OGM sul modello Usa anche nel Vecchio Continente, dove – almeno per ora – sopravvivono normative più restrittive. O ancora – fa notare Chiurli – all’apertura all’estrazione del cosiddetto shale gas, metano contenuto nelle rocce, attraverso controversi sistemi a pressione idraulica, nel mirino degli ambientalisti, ma già in fase di sperimentazione da parte delle multinazionali dell’energia”.

“Abbiamo tentato di far arrivare queste ragioni alle orecchie delle Istituzioni dall’interno – conclude Chiurli – domani con Democrazia Diretta ci riproveremo dalla piazza”.

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